Semi di Scienza https://www.semidiscienza.it Fri, 17 Jul 2026 19:00:56 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.12 https://www.semidiscienza.it/wp-content/uploads/2019/01/cropped-Semi-di-scienza-1-32x32.png Semi di Scienza https://www.semidiscienza.it 32 32 Intelligenza artificiale utile https://www.semidiscienza.it/2026/07/16/intelligenza-artificiale-utile/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=intelligenza-artificiale-utile https://www.semidiscienza.it/2026/07/16/intelligenza-artificiale-utile/#respond Thu, 16 Jul 2026 05:49:30 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3353 di Silvia Guazzoni

Ormai non c’è rivista, quotidiano, telegiornale o social media che non tratti di intelligenza artificiale, alternando toni allarmistici a speranze utopistiche. Strumento demonizzato come il male assoluto per un futuro disumanizzante o definito come la soluzione per un mondo più comodo, se non più giusto.

Ce n’eravamo occupati anche a noi a marzo, con un articolo che illustrava un uso inquietante dell’intelligenza artificiale. Dato che una buona divulgazione scientifica non si limita a una sola prospettiva, a fare da contraltare a questo articolo presentiamo una notizia sull’uso dell’IA dai risvolti confortanti.

Sul numero di maggio di Nature sono stati pubblicati due studi rivoluzionari sui sistemi di intelligenza artificiale usati come veri e propri assistenti nel processo di ricerca in ambito scientifico: Co-Scientist, sviluppato da Google DeepMind, e Robin, creato da FutureHouse, un’organizzazione no-profit. Questi sistemi affiancano i ricercatori supportandoli nell’avanzare ipotesi e accelerando il processo di scoperta scientifica attraverso un approccio che automatizza e ottimizza il flusso di lavoro sperimentale permettendo agli scienziati di concentrarsi sulle decisioni strategiche e interpretative.

Si tratta di sistemi multi-agente ovvero un insieme di diverse intelligenze artificiali specializzate che lavorano in squadra per simulare il lavoro di un team di ricerca. Formulano ipotesi innovative sottoposte a verifica sperimentale, accelerando le tempistiche di scoperta di molecole attive e di individuazione di nuovi candidati farmaci.

Sono strumenti progettati non per sostituire i ricercatori e le ricercatrici ma per collaborare con loro, offrendo come vantaggio la velocità di calcolo e la sintesi. Queste due ricerche aprono nuove prospettive sull’uso dell’IA che non va considerata come un genio della lampada pronto a risolvere tutti i problemi, ma come uno strumento innovativo da utilizzare sotto controllo umano.

A sostenere questa visione è anche l’editoriale pubblicato nel volume 653 del 21 maggio di Nature, che ridefinisce i confini dell’uso dell’IA spiegando come sia sempre fondamentale il contributo umano per l’uso di questa tecnologia.

L’articolo dal titolo esplicativo (Perché l’intelligenza artificiale non può produrre buona scienza senza gli esseri umani) a corollario dei due studi citati in precedenza spiega che i sistemi di IA non hanno lavorato da soli, sono stati gli esseri umani ad avere definito il progetto iniziale, eseguito gli esperimenti, offerto un orientamento e verificato i risultati degli agenti. Il controllo umano è sempre indispensabile per cogliere allucinazioni e interpretazioni errate e accertarsi che i dati raccolti dall’IA siano usati in modo appropriato.

Quindi quale sarà il futuro dell’IA? Una salvezza o una minaccia? Contiene senz’altro luci ed ombre, ma bisognerebbe riuscire a valutare l’effettivo potenziale dell’IA senza nascondere i suoi limiti.

Insomma, basterebbe ricordare che non sono mai gli strumenti sbagliati o cattivi, ma l’uso che se ne fa.

Fonti:

A multi-agent system for automating scientific discovery

https://www.nature.com/articles/s41586-026-10652-y

Accelerating scientific discovery with Co-Scientist

https://www.nature.com/articles/s41586-026-10644-y

Why AI cannot do good science without humans

https://www.nature.com/articles/d41586-026-01551-3

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La Rivoluzione dei NAMs nella Ricerca Medica https://www.semidiscienza.it/2026/06/29/la-rivoluzione-dei-nams-nella-ricerca-medica/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-rivoluzione-dei-nams-nella-ricerca-medica https://www.semidiscienza.it/2026/06/29/la-rivoluzione-dei-nams-nella-ricerca-medica/#respond Mon, 29 Jun 2026 08:50:15 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3349 di Laura Calvillo PhD

La transizione verso una scienza senza animali sta vivendo un’accelerazione straordinaria a livello globale, spinta da costanti progressi tecnologici, imperativi etici e storici cambiamenti legislativi. Tra questi spiccano l’approvazione dell’FDA Modernization Act 2.0 negli Stati Uniti e l’impegno formale dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) verso un sistema regolatorio in cui si abbandonino progressivamente i test su animali. Al centro di questo cambiamento epocale vi sono le New Advanced Methodologies (NAMs), modelli sperimentali di nuova generazione che stanno ridefinendo la ricerca biomedica e tossicologica. I NAMs rappresentano un radicale cambio di paradigma. Si definiscono come metodologie di nuova generazione che superano i limiti delle classiche colture cellulari, ricreando organi semplificati, strutture 3D e flussi di materiale nutritivo che ricrea la funzione sanguigna. 

Il salto quantico rispetto ai modelli tradizionali

Per decenni la ricerca biomedica si è divisa tra esperimenti in vivo sui modelli animali e studi in vitro classici, eseguiti facendo crescere le cellule su superfici piatte di plastica all’interno di flaconi da laboratorio (flask). Entrambi i sistemi hanno permesso eccezionali scoperte scientifiche e sono stati la base dei costanti progressi ottenuti nella biomedicina. Tuttavia, proprio grazie all’applicazione di questi storici modelli, che hanno portato a cure mediche sempre più efficaci, non siamo in grado di rispondere a nuovi e più complessi quesiti, né a curare patologie che stanno emergendo a livello epidemiologico. In questo momento storico, i modelli che hanno permesso un progresso così rapido e senza precedenti nella storia medica mostrano i loro limiti.

Gli animali da laboratorio offrono sistemi biologici integrati ma, proprio perché complessi, introducono troppe variabili difficili da controllare o isolare. Al contrario, le cellule coltivate in modo statico sulle piastre bidimensionali perdono in parte la loro identità biologica: non sono sottoposte a flussi di liquidi, non risentono di stimoli meccanici e sono isolate dal contesto organico. Entrambi i modelli rappresentano la fisiologia umana solo in parte.

Non esistono modelli sperimentali perfetti che replichino esattamente l’organismo umano, ma i NAMs superano in parte questa dicotomia combinando tecnologie d’avanguardia come gli organoidi, gli organi su chip (organs-on-chip), i sistemi microfluidici/millifluidici e la biostampa 3D. Questi strumenti permettono di effettuare osservazioni biologiche con una precisione di dettagli microscopici, cellulari e molecolari fino ad oggi semplicemente impossibile con i vecchi metodi. Non solo riducono drasticamente il numero di animali, ma offrono una fedeltà biologica maggiore, ricreando in modo semplificato l’architettura dinamica e tridimensionale dei veri organi umani sotto flusso continuo.

Una sfida reale: capire l’ipertensione e il dialogo neuroimmune

La necessità stringente di adottare i NAMs emerge chiaramente quando affrontiamo patologie umane estremamente complesse, come l’ipertensione essenziale. Questa condizione non è legata a una singola causa isolata, ma deriva da un fitto e intricato “crosstalk” (dialogo incrociato) tra il sistema nervoso autonomo, il sistema cardiocircolatorio e il sistema immunitario, fortemente influenzato da stress e mediatori infiammatori come l’angiotensina II e varie citochine.

Comprendere questa sofisticata rete biochimica richiede modelli sperimentali rivoluzionari: ambienti che siano abbastanza complessi da riprodurre fedelmente le condizioni fisiologiche (e i flussi) delle cellule negli organi, ma allo stesso tempo abbastanza controllati e lineari da consentire agli scienziati di isolare e discriminare i singoli rapporti biochimici e gli stimoli in gioco.

Grazie a questi sistemi avanzati, i ricercatori sono riusciti a far comunicare in vitro cellule del sistema nervoso umano con cellule del letto coronarico, dimostrando che l’attivazione di determinati pathway molecolari avviene proprio in virtù della loro connessione dinamica. Altri dispositivi d’avanguardia permettono di applicare una pressione idraulica controllata direttamente sopra un monolayer di cellule endoteliali umane. Questo consente di separare nettamente l’effetto puramente meccanico della pressione arteriosa dall’azione chimico-farmacologica degli ormoni. Una scomposizione dettagliata dei meccanismi patologici che i tradizionali modelli animali o le vecchie colture statiche su flask non avrebbero mai potuto concederci, aprendo la strada a una medicina di precisione più sicura, efficiente e più a misura d’uomo [1–5].

Bibliografia

[1]       Ahluwalia A, Fletemeyer B, Chirico G, Elezovic A, Neuhaus W, Smith AJ, et al. What’s in a NAM? Lab Anim 2026. https://doi.org/10.1038/s41684-026-01731-8.

[2]       Raschi E, Bodio C, Brullo C, Parati G, Meroni PL, Borghi MO, et al. Direct simulation of hypertensive stress on endothelial cells: a streamlined model of in-vitro-hypertension. Front Physiol 2026;16:1724932. https://doi.org/10.3389/fphys.2025.1724932.

[3]       Calvillo L, Gironacci MM, Crotti L, Meroni PL, Parati G. Neuroimmune crosstalk in the pathophysiology of hypertension. Nat Rev Cardiol 2019;16:476–90. https://doi.org/10.1038/s41569-019-0178-1.

[4]       Marchesi N, Barbieri A, Fahmideh F, Govoni S, Ghidoni A, Parati G, et al. Use of dual-flow bioreactor to develop a simplified model of nervous-cardiovascular systems crosstalk: A preliminary assessment. PLoS ONE 2020;15:1–16. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0242627.

[5]       Calvillo L. Editorial: 3Rs approach (replace, reduce and refine animal models) to improve preclinical research. Front Physiol 2022;13:1040575. https://doi.org/10.3389/fphys.2022.1040575.

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Comunicare la scienza, costruire cittadinanza https://www.semidiscienza.it/2026/06/09/comunicare-la-scienza-costruire-cittadinanza/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=comunicare-la-scienza-costruire-cittadinanza https://www.semidiscienza.it/2026/06/09/comunicare-la-scienza-costruire-cittadinanza/#respond Tue, 09 Jun 2026 14:57:08 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3336 Dal Direttivo di Semi di Scienza

Abbiamo deciso di premiare la classe 2B della Scuola Secondaria di Primo Grado “L. Pirandello” di Lari per l’impegno dimostrato durante l’anno scolastico nella divulgazione della sostenibilità e della cittadinanza attiva. Le studentesse e gli studenti hanno partecipato con entusiasmo a concorsi nazionali, attività di pulizia del territorio, escursioni didattiche e percorsi di educazione ambientale, distinguendosi inoltre per la realizzazione di un pregevole lavoro di podcasting dedicato a temi scientifici e sociali. Un percorso che testimonia come la conoscenza possa trasformarsi in partecipazione, consapevolezza e responsabilità verso la comunità e l’ambiente che ci circonda.

La Professoressa Anna Perone, docente di lettere della classe II B, scuola secondaria di primo grado “L. Pirandello” dell’Istituto comprensivo di Casciana Terme Lari.

Quest’anno la classe II B della scuola secondaria di primo grado “L. Pirandello” dell’Istituto comprensivo di Casciana Terme Lari, ha realizzato grandi cose: i ragazzi hanno lavorato con impegno e dedizione, esplorato la natura, il mondo e la bellezza nascosta nelle piccole cose con occhi nuovi. Questi articoli raccontano un “viaggio” lungo un intero anno scolastico, fatto di scoperte, ecologia, sostenibilità, amore per l’ambiente e per la conoscenza di storie di vita di uomini straordinari per il loro impegno politico e civile. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla presenza e al costante supporto del Professor Galletti, che ha aiutato questi giovani studenti ad osservare, scoprire e ad apprezzare la natura. I ragazzi hanno vissuto molteplici avventure: esplorato i segreti del mare attraverso la visita all’Acquario di Livorno, conquistato il terzo posto nel “Premio Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore”, realizzato poesie originali con il metodo Caviardage per il concorso “Life Turtlenest” di Legambiente, visitato il Parco di San Rossore e svolto un’importante attività di plogging al suo interno. Tutte queste esperienze hanno consentito loro di crescere insieme e di acquisire una maggiore consapevolezza: hanno imparato a proteggere e prendersi cura del nostro Pianeta.

Buona lettura a tutti

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Giornata mondiale degli oceani – 8 giugno 2026 – Lucca https://www.semidiscienza.it/2026/06/01/giornata-mondiale-degli-oceani-8-giugno-2026-lucca/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=giornata-mondiale-degli-oceani-8-giugno-2026-lucca https://www.semidiscienza.it/2026/06/01/giornata-mondiale-degli-oceani-8-giugno-2026-lucca/#respond Mon, 01 Jun 2026 13:37:33 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3332 Gli oceani coprono oltre il 70% della superficie del nostro pianeta, producono circa la metà dell’ossigeno che respiriamo, regolano il clima e ospitano una straordinaria biodiversità. Eppure sono sempre più minacciati dall’inquinamento, dalla crisi climatica, dalla perdita di habitat e dallo sfruttamento eccessivo delle risorse.

Celebrarne la giornata mondiale significa ricordare quanto il nostro futuro sia legato alla salute del mare e quanto sia importante agire per proteggerlo attraverso comportamenti responsabili, conoscenza scientifica e tutela degli ecosistemi.

L’8 giugno il presidente, Yuri Galletti, sarà a Lucca per parlare di oceani, biodiversità marina e delle sfide che ci attendono per garantire un futuro sostenibile al nostro Pianeta Blu.

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“Buono, pulito e giusto”: la visione del mondo e del cibo di Carlin Petrini https://www.semidiscienza.it/2026/05/23/buono-pulito-e-giusto-la-visione-del-mondo-e-del-cibo-di-carlin-petrini/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=buono-pulito-e-giusto-la-visione-del-mondo-e-del-cibo-di-carlin-petrini https://www.semidiscienza.it/2026/05/23/buono-pulito-e-giusto-la-visione-del-mondo-e-del-cibo-di-carlin-petrini/#respond Sat, 23 May 2026 06:09:19 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3325 di Matteo Bo

La recente dipartita di Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food (link https://www.slowfood.it/biografia-di-carlo-petrini/), ci invita a una riflessione anche quale associazione che si occupa di divulgazione scientifica.

Come altri utopisti e luminari della nostra epoca – citiamo ad esempio il giornalista ed europarlamentare Alexander Langer e il presidente Uruguayano Pepe Mujica, entrambi già compianti – ci ha insegnato che è possibile perseguire con atti concreti una proiezione del futuro diversa e migliore di ciò che la loro stessa generazione ha costruito negli ultimi decenni del XX secolo e nei primi del XXI secolo.

Nello specifico Carlin, com’era chiamato affettuosamente dai più, ha messo in evidenza che il cibo non è solo nutrimento ma scienza della vita, rispetto dell’ambiente, cultura e giustizia sociale. Le sue tante riflessioni e azioni si condensano bene nel famoso slogan di SlowFood “buono, pulito e giusto” che unisce gli universi di gastronomia, ambiente e società in una sola realtà concreta e realizzabile. Nei molti interventi pubblici e nelle pubblicazioni editoriali di questi ultimi anni, ha proposto un approccio globale al sistema alimentare, in cui ogni scelta quotidiana – come cosa mangiare o acquistare – ha conseguenze che vanno ben oltre la tavola.

Il concetto di “buono” va al di là del gusto ma si concentra sulla qualità del cibo che deve essere sano e contestualmente capace di offrire piacere. Va da sè che in questo solco si inserisca anche la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali e dell’identità culturale dei territori, come dimostrano la nascita del movimento “Terra Madre” e i molti “presidi SlowFood” inaugurati e protetti in questi anni per preservare eccellenze (vere) gastronomiche a rischio di sparizione.

Parlando di “pulito”, Petrini si è riferito al rispetto di ambiente ed ecosistemi. Insistendo sull’equilibrio della Terra, ha più volte parlato di produzione coerente con la tutela delle risorse idriche e della qualità dei suoli, sulla lotta allo spreco alimentare e sul rispetto delle funzioni ecosistemiche

Infine, con “giusto”, ha voluto rafforzare la centralità dell’equità sociale con la tutela di chi fattivamente produce il cibo che solitamente è la parte debole della filiera nel quadro dominante dell’economia globale. Ma ancora di più, con “giusto” ha ribadito più volte la necessità di garantire un accesso al “buono” e “pulito” a tutti e non solo alle fasce più benestanti della popolazione mondiale e locale.

Con questo piccolo contributo sul nostro blog, vogliamo ringraziare Carlin per aver rimesso, come anticipazione dell’ambientalismo moderno e come visionaria controtendenza con la visione dominante di quegli anni, al centro del dibatto pubblico i valori del tempo, della terra e della responsabilità. Si può affermare che abbia contribuito in modo determinante alla trasformazione della gastronomia in una scienza e un atto consapevole. Grazie per averci permesso di guardare il piatto con occhi diversi.

Foto: © Archivio Slow Food

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Festa della Scienza 2026 https://www.semidiscienza.it/2026/04/26/festa-della-scienza-2026/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=festa-della-scienza-2026 https://www.semidiscienza.it/2026/04/26/festa-della-scienza-2026/#respond Sun, 26 Apr 2026 16:46:25 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3316 Domenica 10 maggio, a partire dalle ore 10:30, Calci ospiterà la prima edizione della Festa della Scienza, un evento di divulgazione scientifica rivolto a grandi e piccoli. L’iniziativa è organizzata da Semi di Scienza APS, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e con il patrocinio del Comune di Calci.

Questo evento, inserito nel programma del festival itinerante Scienz’altro – la scienza per tutti, rappresenta un’occasione di incontro e scoperta con un approccio multidisciplinare, accessibile e coinvolgente. Durante la giornata saranno allestiti stand tematici. Quattro saranno curati da Semi di Scienza, con laboratori interattivi basati su esperimenti, osservazioni e attività pratiche. Gli altri stand saranno gestiti dal Museo di Storia Naturale, con proposte dedicate al mondo della Natura; dall’Associazione Astrofili Pisani Galileo Galilei APS, con iniziative rivolte a grandi e piccoli; e da Legambiente Pisa, con attività incentrate sull’ambientalismo scientifico. Studenti e insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Ilaria Alpi” di Vicopisano e Calci animeranno uno stand dedicato alla didattica della scienza. Completerà il percorso un infopoint a cura della casa editrice Lu::Ce Edizioni e dell’associazione Amici di Naturalmente Scienza. L’evento si concluderà alle 17.30 con lo spettacolo “Fisica sognante” di Federico Benuzzi, dedicato alla fisica della giocoleria.

«La scienza non è solo conoscenza, ma è uno strumento per capire il mondo e trasformarlo insieme» – spiega Yuri Galletti, presidente di Semi di Scienza – «Lo faremo il 10 maggio a Calci, durante la prima edizione della Festa della Scienza, perché la scienza è metodo e comunità». Semi di Scienza APS, nata nel 2018, promuove la cultura scientifica attraverso attività rivolte a bambini, ragazzi e adulti. L’associazione riunisce docenti, ricercatori e professionisti e collabora con numerose realtà a livello nazionale, con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile e partecipata.

«Il Museo ha risposto con entusiasmo all’invito di Semi di Scienza, associazione con la quale abbiamo in corso una collaborazione proprio sui temi della divulgazione scientifica. Aprire le nostre porte e dialogare con le persone sui temi della natura e della scienza fa parte del nostro DNA, così come essere presenti sul territorio», aggiunge Elena Bonaccorsi, direttrice del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.

Il Comune di Calci ha patrocinato l’evento mettendosi a disposizione per il supporto organizzativo e logistico dell’iniziativa. L’iniziativa è inoltre patrocinata dalla Regione Toscana, a conferma del suo valore culturale e divulgativo. La Festa della Scienza si propone così come un momento di comunità e condivisione, in cui la scienza diventa linguaggio comune e strumento per leggere e affrontare il presente.

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Progetto DISI, Divulgazione Innovativa per una comunità Sostenibile e Interattiva https://www.semidiscienza.it/2026/04/21/progetto-disi-divulgazione-innovativa-per-una-comunita-sostenibile-e-interattiva/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=progetto-disi-divulgazione-innovativa-per-una-comunita-sostenibile-e-interattiva https://www.semidiscienza.it/2026/04/21/progetto-disi-divulgazione-innovativa-per-una-comunita-sostenibile-e-interattiva/#respond Tue, 21 Apr 2026 18:18:53 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3304 La Chiesa Valdese con il suo 8×1000 sostiene da anni le nostre iniziative. Quest’anno questa consolidata collaborazione si concretizza in un progetto che rientra nell’ambito dell’Agenda 2030 e che contribuirà in modo diretto al raggiungimento di vari obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il Progetto DISI (Divulgazione Innovativa per una comunità Sostenibile e Interattiva) integra divulgazione scientifica ed educazione ambientale in un percorso multidisciplinare che coinvolge insegnanti, studenti, divulgatori e ricercatori, con l’obiettivo di rafforzare il pensiero critico, la partecipazione attiva e la cultura scientifica. Siamo infatti convinti che le numerose emergenze ambientali richiedano un’azione educativa continuativa e strutturata, capace di superare interventi episodici e di generare strumenti didattici durevoli.

Gli obiettivi che si prefigge di raggiungere sono i seguenti:

• Goal 4 – Istruzione di qualità: promuovere un’educazione scientifica inclusiva, equa e continuativa, rafforzando le competenze di studenti e docenti.

• Goal 12 – Consumo e produzione responsabili: favorire comportamenti sostenibili attraverso percorsi educativi strutturati sui temi dell’impatto ambientale e della plastica.

• Goal 13 – Lotta al cambiamento climatico: accrescere la consapevolezza climatica e incentivare azioni concrete di mitigazione e adattamento.

• Goal 14 – Vita sott’acqua: promuovere la tutela della biodiversità marina e la conoscenza degli impatti antropici sugli ecosistemi acquatici.

Il progetto si articolerà in varie iniziative attività specifiche.

  • Un tavolo di lavoro per la divulgazione scolastica, che coinvolgerà l’Università di Pisa e l’Università di Pavia. Il tavolo di lavoro ha l’obiettivo di progettare e sviluppare kit didattici tematici, sostenibili nel tempo e replicabili nei contesti scolastici. I kit includeranno materiali digitali e cartacei (schede operative, esperimenti guidati, video, strumenti interattivi) e saranno focalizzati su cambiamento climatico, impatti della plastica sull’ambiente e sulla salute umana, biologia cellulare e studio dei microrganismi e matematica applicata.
  • Workshop per studenti. Tre eventi laboratoriali rivolti agli studenti, dedicati a:

(1) Clima e sostenibilità: simulazioni su effetto serra, ciclo del carbonio e gestione delle risorse naturali.

(2) Matematica applicata: giochi e attività ludico-didattiche per scoprire la matematica nella vita quotidiana.

(3) La vita invisibile: osservazione dei microrganismi per esplorare la biologia cellulare.

  • Formazione dei Docenti focalizzata sui seguenti contenuti: tecniche di narrazione e comunicazione scientifica, adattamento dei contenuti scientifici a diversi target e fasce d’età, utilizzo dei kit didattici e integrazione nelle attività curriculari.
  • Prosecuzione ed espansione del progetto “Profili Antropici” con la realizzazione di due webinar di approfondimento sull’inquinamento da plastica, con particolare attenzione agli effetti delle sostanze chimiche sulla salute umana e sugli organismi viventi. Si procederà inoltre con la produzione di materiale didattico specifico sull’inquinamento da plastica, utilizzabile anche oltre la durata del progetto.

L’obiettivo finale del progetto è ottenere risultati concreti e duraturi, come la realizzazione di kit didattici strutturati e replicabili, l’incremento della consapevolezza ambientale su clima e plastica tra studenti e docenti; il rafforzamento di una rete di educatori e divulgatori scientifici; l’attivazione di pratiche di Citizen Science e partecipazione attiva delle comunità scolastiche e la diffusione di buone pratiche e comportamenti virtuosi per la tutela ambientale. Il progetto è partito a marzo 2026 e durerà un anno.

Progetto sostenuto con i fondi “Otto per Mille della Chiesa Valdese

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Pentagono e IA: la rottura con Anthropic e il nuovo equilibrio con OpenAI https://www.semidiscienza.it/2026/03/19/pentagono-e-ia-la-rottura-con-anthropic-e-il-nuovo-equilibrio-con-openai/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=pentagono-e-ia-la-rottura-con-anthropic-e-il-nuovo-equilibrio-con-openai https://www.semidiscienza.it/2026/03/19/pentagono-e-ia-la-rottura-con-anthropic-e-il-nuovo-equilibrio-con-openai/#respond Thu, 19 Mar 2026 10:14:46 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3296

di Luciano Celi

Negli ultimi mesi si è aperto uno scontro significativo tra il Dipartimento della Difesa statunitense e la società di IA Anthropic, fino a poco tempo fa uno dei fornitori di modelli linguistici per applicazioni militari e di intelligence. Il nodo riguarda i limiti d’uso della tecnologia: l’azienda aveva imposto restrizioni piuttosto rigide sull’impiego dei propri modelli, in particolare rispetto a sorveglianza su larga scala e sistemi d’arma autonomi. Il Pentagono ha invece sostenuto che gli strumenti acquistati debbano poter essere utilizzati per qualsiasi scopo militare ritenuto legale all’interno del quadro normativo statunitense.

Il dissenso si è trasformato rapidamente in un contenzioso. Il Dipartimento della Difesa ha escluso Anthropic dalla propria catena di fornitura, classificandola come potenziale rischio operativo, e ha avviato la sostituzione dei suoi modelli nei sistemi e nelle piattaforme utilizzate da contractor e agenzie federali. Al suo posto è entrata OpenAI, che ha accettato un accordo di collaborazione più ampio con il Pentagono. Pur mantenendo alcune linee rosse dichiarate – ad esempio il rifiuto di armi completamente autonome senza supervisione umana – OpenAI ha adottato una posizione più flessibile: l’uso dei modelli è consentito per tutte le applicazioni considerate legali dalle autorità militari.

La vicenda segnala un passaggio importante nel rapporto tra industria dell’intelligenza artificiale e apparati di difesa. In assenza di una regolazione pubblica chiara sull’IA militare, i limiti operativi vengono di fatto negoziati nei contratti di fornitura. Il risultato è che il Pentagono non è soltanto un cliente strategico dell’industria dell’IA, ma diventa anche uno dei principali attori nel definire, pragmaticamente, dove debbano essere tracciate le linee tra innovazione tecnologica, sicurezza nazionale e controllo etico delle nuove capacità algoritmiche.

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Orlando scienziato – Festa delle scienze naturali https://www.semidiscienza.it/2026/03/07/orlando-scienziato-festa-delle-scienze-naturali/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=orlando-scienziato-festa-delle-scienze-naturali https://www.semidiscienza.it/2026/03/07/orlando-scienziato-festa-delle-scienze-naturali/#respond Sat, 07 Mar 2026 13:51:31 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3284 Anche quest’anno parteciperemo all’Orlando Scienziato che si svolgerà domenica 29 marzo. Alla scoperta delle scienze naturali presso lo scenografico parco del Mauriziano e ospiti dell’Asineria “L’asino dell’Ariosto” in Reggio Emilia. Un ricco programma di attività, laboratori, spettacoli e giochi in una giornata che rappresenta una delle prime tappe del Festival Itinerante Scienz’altro, la scienza per tutti.

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PFAS e ambiente: dove li troviamo e perché si tratta di un inquinamento tanto invisibile quanto diffuso https://www.semidiscienza.it/2026/03/05/pfas-e-ambiente-dove-li-troviamo-e-perche-si-tratta-di-un-inquinamento-tanto-invisibile-quanto-diffuso/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=pfas-e-ambiente-dove-li-troviamo-e-perche-si-tratta-di-un-inquinamento-tanto-invisibile-quanto-diffuso https://www.semidiscienza.it/2026/03/05/pfas-e-ambiente-dove-li-troviamo-e-perche-si-tratta-di-un-inquinamento-tanto-invisibile-quanto-diffuso/#respond Thu, 05 Mar 2026 15:06:45 +0000 https://www.semidiscienza.it/?p=3274 di Matteo Bo, socio di Semi di Scienza e dottore di ricerca in ingegneria ambientale

Dopo aver dato un primo sguardo ai PFAS, al significato di “inquinante persistente” e all’affascinante storia degli americani Earl Tennant e Robert Bilott, ripartiamo con un quarto contributo di blog che nel nostro piccolo vuole meglio dettagliare l’argomento dell’inquinamento dei PFAS con brevi articoli divulgativi sulla scorta dell’ampissima bibliografia ormai esistente sul tema. Senza pretese di esaustività, parleremo quest’oggi di PFAS e ricadute sull’ambiente cercando di evidenziare dove li possiamo trovare, in modo da essere cittadini e cittadine più consapevoli sul rovescio della medaglia generato dalla loro presenza nella nostra vita quotidiana e di lavoro.

I PFAS, ovvero quella gamma molto vasta di sostanze perfluoroalchiliche di origine sintetica prodotte negli ultimi decenni, vengono ad oggi utilizzati in una vastissima gamma di applicazioni industriali e di consumo quotidiano. Come già tristemente accaduto per altri storici “super prodotti” (quali l’amianto nel ‘900), i loro punti di forza da un punto di vista tecnico e commerciale determinano un punto di debolezza da quello ambientale e della salute delle persone.

L’amianto è un esempio lampante di un prodotto economico e versatile (alta resistenza termica, ignifuga e fono-isolante) grazie alla propria struttura fisica fibrosa che però risulta altresì ad alta rilevanza cancerogena, con un rischio sanitario diffuso tuttora esistente anche a fronte di un’esposizione non più lavorativa (essendo vietata la produzione in Italia dagli anni ’90 e in gran parte del mondo così detto “sviluppato”) ma bensì dovuta alla presenza ancora di prodotti contenenti amianto nei nostri ambienti di vita (in prevalenza onduline, cappe e rivestimenti edili in cattivo stato, installati negli scorsi decenni e non ancora rimossi).

In modo piuttosto similare, la versatilità e resistenza data dalla struttura chimica dei vari PFAS prodotti sinteticamente in questi decenni li rende estremamente efficaci in molteplici campi ma al tempo stesso così durevoli alla degradazione naturale e/o forzata da essere rinominati “inquinanti eterni”. La loro diffusione è infatti globale e silenziosa, con impatti significativi sulla salute umana e sull’ambiente sia nelle zone limitrofe alle industrie di produzione e/o lavorazione di prodotti a base di PFAS sia nel loro utilizzo quotidiano.

Le industrie nei quali vengono prodotti o lavorati i PFAS sono infatti tra le principali responsabili dell’immissione degli stessi nel così detto “campo stretto ambientale” cioè limitrofo alle industrie stesse. Ciò comporta un impatto più intenso e facilmente misurabile nelle matrici suolo, acqua e aria più prossime a tali centri come si è rilevato nei famosi casi della MITENI di Trissino (VI) e del polo chimico di Spinetta Marengo (AL) in Italia e, più in generale, in associazione alle seguenti produzioni industriali “massive”:

  • Lavorati e semi-lavorati chimici delle filiere dei lubrificanti, delle vernici, degli emulsionanti e degli insetticidi;
  • Impermeabilizzanti tessili per scopi legati all’arredamento e all’abbigliamento tecnico;
  • Rivestimenti antiaderenti quali ad esempio le pentole e gli utensili da cucina;
  • Dispositivi antincendio di alto profilo quali schiume per aeroporti e basi militari.

A ruota, tali prodotti chimici, vengono declinati anche nella realizzazione di molti articoli quotidiani e conseguentemente si possono ritrovare, a concentrazioni minori, anche in vari oggetti comuni. Oltre ai sopra citati scopi tessili, si trovano PFAS anche in prodotti per la cura personale quali cosmetici (fondotinta, mascara waterproof, rossetti, etc.) e dispositivi (spazzolini, filo interdentale). Altresì, i PFAS sono stati rilevati in supporti alimentari resistenti ai grassi (come quelli per fast food e popcorn da microonde), in imballaggi (es. carta forno) o perfino nelle cannucce per bevande.

Da questa vasta presenza, ad alte e basse concentrazioni, e a causa della loro persistenza fisico-chimica, i PFAS si possono diffondere nell’ambiente naturale in modi a volte evidenti e a volte occulti. Se le emissioni industriali possono coinvolgere direttamente aria, acqua e suolo, i PFAS possono (potenzialmente) raggiungere anche l’ambiente tramite discariche e impianti di trattamento delle acque reflue a seguito della gestione degli scarichi e dei rifiuti industriali e domestici contenenti i prodotti vari sopra richiamati.

Altresì, studi recenti stanno indagando la possibilità di una diffusione anche per mezzo aereo che, tramite i flussi di circolazione atmosferica, può determinare un eventuale trasporto anche in zone remote ove non sono presenti sorgenti PFAS evidenti (alta montagna, antartide, etc.).

Conseguentemente, come tipico dei principali microinquinanti, la contaminazione e i meccanismi di trasporto nelle matrici ambientali può far si che i prodotti possano raggiungere anche la catena alimentare tramite l’assunzione di pesce, carne, uova e latte provenienti da ambienti più variamente contaminati da PFAS.

La ricerca su tutte queste dinamiche di generazione e diffusione dei PFAS nell’ambiente è in parte già sviluppata e in parte ancora agli albori. Molto ancora verrà scritto sulla materia, con la consapevolezza che la tutela della salute delle persone e degli ambienti naturali dall’inquinamento antropogenico dovrà sempre più entrare nell’agenda politica e nel dibattito pubblico.

Bibliografia:

  1. ISPRA – PFAS: cosa sono e dove si trovano: https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/pfas
  2. Ministero della Salute – PFAS e salute umana: https://www.salute.gov.it/portale/pfas
  3. ARPA Veneto – Monitoraggio PFAS nelle acque: https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/acqua/pfas
  4. ECHA – PFAS restriction proposal: https://echa.europa.eu/it/restrictions-under-consideration
  5. Greenpeace Italia – PFAS nei prodotti di consumo: https://www.greenpeace.org/italy/storia/60163/pfas-inquinanti-eterni/
  6. Legambiente – PFAS in Piemonte: https://www.legambiente.it/pfas-in-piemonte/
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