Energia: possiamo vivere, e bene, con meno

Quello dell’energia è l’aspetto cruciale della transizione a un mondo sostenibile, ma non è sufficientemente sviscerato in tutti i suoi aspetti e per ciò che implica per il futuro. Perché? Forse, perché rivelerebbe una situazione che si preferisce non mostrare, tanto che sottotraccia, non esplicitata ma pensata, galleggia l’idea che sia sufficiente sostituire i combustibili fossili in tutte le loro applicazioni con energie pulite e rinnovabili per garantirci un futuro e continuare la nostra vita come prima. Ma non è così, perché l’efficienza dei fossili non è uguagliabile da nessuna fonte energetica rinnovabile.

Ecco dunque il nocciolo del problema da cui occorre partire per immaginare un mondo nuovo e sostenibile.

Due i punti incontrovertibili:

  1. I combustibili fossili sono ancora necessari per realizzare la transizione alle energie rinnovabili.
  2. Le energie rinnovabili non possono garantire le medesime prestazioni dei fossili.

Ciò dovrebbe significare che:

  1. L’utilizzo dei fossili deve essere rigidamente contingentato e convogliato solo ed esclusivamente per le attività necessarie a garantire il passaggio alle rinnovabili, da progettare con attenzione e messo nero su bianco in un grande piano per la transizione energetica che serva per orientare tutte le scelte in materia.
  2. Il mondo nuovo dovrà essere molto meno energivoro dell’attuale.1

Immaginare come tradurre nella pratica questi principi è tutt’altro che facile, e proprio per questo è un tema che dovrebbe essere affrontato e discusso a fondo con tutte le componenti attive della società, affinché le proposte che stanno piovendo alla ricerca dei fondi europei possano essere considerate e valutate pubblicamente.

Ma non sembra stia andando proprio in questo modo.2

NOTE:

  1. Spesso si parla di fossili soprattutto in relazione ai trasporti, trascurando o non dando il necessario rilievo all’energia elettrica che serve per accendere la luce, ricaricare i dispositivi elettronici, azionare grandi macchine industriali. E nutrire la rete internet, estremamente vorace (https://valori.it/internet-alimenta-la-crisi-climatica/). A questo proposito, è bene sapere che spegnere la video camera durante gli incontri virtuali fa risparmiare il 96% delle risorse (https://www.greenreport.it/news/energia/se-tenete-allambiente-spegnete-la-videocamera-durante-le-riunioni-virtuali/). Un piccolo esempio che dimostra come le rinunce che dovremo fare per essere sostenibili non ci fionderanno nel mondo delle caverne!
  2. Si parla da tempo di un progetto targato ENI che a Ravenna prevede la costruzione di un megaimpianto per la cattura e lo stoccaggio nel sottosuolo di CO2 (l’hub CCS più grande del mondo, secondo l’AD De Scalzi) che dovrebbe servire a raccogliere la CO2 prodotta da impianti contigui e, secondo molti, anche da una vicina struttura per la produzione di idrogeno blu che ENI vorrebbe generare a partire dal metano estratto dall’Adriatico (https://www.internazionale.it/reportage/marina-forti/2021/04/13/ravenna-eni-energia). Un progetto entrato nella prima stesura del Recovery fund del governo Conte, avversato per le troppe criticità – dalla sostenibilità economica (https://www.qualenergia.it/articoli/cattura-co2-buco-acqua-usa-caso-petra-nova/) all’idea stessa di iniettare centinaia di tonnellate di CO2 nel sottosuolo – e poi ritirato. Riapparirà nel nuovo Piano? Non si sa, perché il PNRR sarà presentato per la discussione in Parlamento solo il 26/27 aprile, pochi giorni prima del suo invio alla Commissione europea.

Autrice: Cinzia Tromba, referente progetto Cambiamo

Aprile 20, 2021

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