Tipping points: cosa sono i punti di non ritorno?

Di crisi climatica se ne parla molto, ma perché si tratta di un’emergenza?

I cosiddetti “punti di non ritorno” sono ciò che può farci comprendere la gravità della crisi climatica. Si tratta di eventi che se accadessero, permetterebbero al riscaldamento globale di autoalimentarsi per secoli o millenni. Inoltre, se questi eventi fossero innescati, ridurre le concentrazioni di gas climalteranti nell’atmosfera per tornare alle condizioni precedenti non sarebbe sufficiente, si tratterebbe di  cambiamenti definitivi del nostro sistema climatico.

Secondo alcuni studi dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) la soglia da superare per innescarli sarebbe stata 5 °C di riscaldamento, ma è stata ridefinita da due recenti report dello stesso fra 1 e 2 °C.
Secondo un articolo pubblicato sulla rivista internazionale Nature, i punti di non ritorno della biosfera sono i seguenti: scioglimento dei ghiacci nell’Artico, siccità più frequenti in Amazzonia, rallentamento della circolazione Atlantica, morte delle barriere coralline, scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia, scongelamento del permafrost e molti altri. Si pensa anche che questi siano concatenati secondo un sistema di feedback positivi, e che si possa determinare un effetto domino. Perché questi eventi comporterebbero dei cambiamenti irreversibili? Oltre che minare il sistema che supporta la vita sul nostro pianeta, alcuni punti critici della biosfera come lo scioglimento del permafrost e lo scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia, ovvero dei depositi di carbonio naturale, possono per esempio causare il rilascio di ulteriori gas climalteranti. Ciò porterebbe il riscaldamento globale ad autoalimentarsi.

Per questo motivo le cause del riscaldamento globale vanno affrontate il prima possibile. Le azioni promesse dagli stati genereranno probabilmente comunque un aumento di 3 °C. Come sottolineano i recenti rapporti IPCC è invece cruciale rimanere entro gli 1.5° di riscaldamento. Ciò richiede una risposta di emergenza ed i futuri meeting internazionali come la COP 26  prevista per novembre 2021, saranno cruciali per determinare una risposta efficace. La crisi climatica è un’emergenza.

Per approfondire: https://www.nature.com/articles/d41586-019-03595-0

Autrice: Camilla De Luca – Cambiamo & Semi di Scienza

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