Una nuova generazione

Per garantire un futuro alle prossime generazioni occorre formare dei nuovi cittadini che sappiano gestire in modo equilibrato il rapporto dell’uomo con le risorse della Terra.

In questo particolare momento storico il prefisso eco- viene utilizzato sempre più di frequente, ma spesso in maniera impropria. Questo termine deriva dal greco oikos, che significa ambiente, ovvero casa, intesa come luogo nel quale si vive. Ogni cittadino si prende cura della sua abitazione privata, che percepisce come propria e gestisce quindi con molta attenzione, ma raramente si sente abitante della Terra, e si preoccupa di gestire allo stesso modo quella casa più allargata, che tuttavia rappresenta la fonte di sostentamento e di risorse per lui e per tutti coloro che abitano il Pianeta.

La specie umana ha scelto di modificare questo “luogo di residenza”, per renderlo più adatto alle sue esigenze: negli ultimi 200 anni di sviluppo industriale il volto della Terra è stato radicalmente trasformato, al punto che oggi l’83% delle terre emerse è soggetto direttamente o indirettamente all’influenza umana. Per realizzare queste modifiche abbiamo consumato dell’energia sepolta, non rinnovabile, che aveva richiesto 100 milioni di anni per accumularsi: il carbon fossile. Stiamo prelevando risorse dal patrimonio terrestre rinnovabile, e lo facciamo in una misura ben superiore alle capacità di rigenerazione del Pianeta. Ci stiamo dimenticando che l’economia umana è costruita all’interno dell’economia terrestre: se la seconda non è equilibrata, non può continuare ad esistere nemmeno la prima. Nella nostra casa, oggi inizia a mancare l’energia per soddisfare le crescenti richieste, mentre la materia si impoverisce e si degrada, accumulandosi sotto forma di rifiuto.

Elementi primari come l’acqua, l’aria e la terra sono diventati beni rari e preziosi; i cambiamenti climatici indotti dalle nostre modificazioni costituiscono la più grande minaccia. La sintesi, già oggi sotto gli occhi di tutti, è che “la parte di Pianeta che stiamo consumando è quella che conteneva il futuro dei nostri figli”. Abbiamo quindi bisogno di una nuova generazione di cittadini, informati, organizzati e preparati ad affrontare in modo responsabile le effettive priorità che l’attuale momento storico richiede.

Febbraio 2, 2019

Tag:,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *