Leonardo tra natura, ingegneria ed immaginazione

Di Leonardo si è detto e ridetto tanto e non si finisce mai di parlarne. E a ragione: parliamo di un pioniere la cui varietà di studi tocca pressoché tutti i campi della scienza. E la natura ne è sempre stata l’ispirazione principale. Oggi, dedichiamo l’anniversario della sua nascita (15 aprile 1452) ad una parte della sua ricerca: il volo.

La sua indagine sul volo è talmente intensa e determinata da costituire oggetto di un vero “codice”: il Codice sul volo degli uccelli (“e altre materie”) del 1503, un manoscritto multidisciplinare di 18 pagine, oggi conservato alla Biblioteca Reale di Torino, contenente osservazioni, ispirazioni, riflessioni ed idee sul tema del volo, sotto forma di scrittura e di disegno (multidisciplinare poiché raccoglie anche appunti su altre materie, disegni botanici, anatomici e architettonici, nonché un autoritratto molto simile al celeberrimo) .
Leonardo studiò la meccanica del volo unendo natura, arte e ingegneria: dall’osservazione dell’anatomia delle ali dei volatili e dei moti d’aria dedusse che la tanto ambita capacità di volare non fosse un’illusione ma una reale possibilità, in quanto un fatto puramente meccanico. E di fatti è grazie alla sua ricerca che vengono gettate le basi dell’aerodinamica e le premesse affinché, secoli dopo, l’uomo potesse volare nel cielo (nel 1783 l’uomo stacca i piedi da terra per la prima volta grazie alla mongolfiera dei fratelli Montgolfier e nel 1903 avviene lo storico volo del primo aereo a motore dei fratelli Wright).

I primi strumenti ad essere progettati dal genio vinciano furono il paracadute e la cosiddetta vite aerea (quello che potremmo definire un prototipo dell’odierno elicottero), ma in particolare Leonardo si focalizzò sull’elemento “ala”. Ed infatti gli studi sul volo, così come è evidente dal Codice, sono rivolti all’osservazione dei movimenti degli uccelli, finalizzata alla realizzazione di una macchina volante, anch’essa definita “uccello”, progettata assimilando l’uomo all’animale al fine di dotarlo degli strumenti meccanici atti a consentirgli di volare.

Vi mostriamo la pagina 10v (la v indica il verso, ossia la pagina retro di un foglio, mentre la pagina fronte è indicata con la lettera r, che sta per recto) del Codice: essa contiene osservazioni sul moto degli uccelli in discesa ed in salita e circolare, sul battere d’ali, sul loro rapporto con le correnti d’aria, coniugando quindi elementi fisici e meccanici, nonché suggerimenti su come pilotare l’aliante che intende costruire.
Su questa pagina, inoltre, si intravede l’autoritratto a sanguigna: riuscite a scorgerlo?

Codice sul volo, pagina 10v – Biblioteca Reale di Torino

Curiosità: non riuscite a leggere lo scritto? Vi appare scritto in modo “strano”? Che vi stiamo mostrando una fotografia ribaltata? Non è così! Leonardo era mancino e sinistrorso e iniziò il suo taccuino a partire dal fondo, scrivendo in senso inverso a quello che per noi è “normale”.

Senza natura, ci sarebbe stato un genio in meno.

Dott.ssa Stefania Pugliesi

Aprile 15, 2019

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